CONTRONATURA

performance del pittore Giacomo Cossio

Sono affascinato e attratto da una pianta che cresce e prospera in un vaso. In uno spazio ridotto. Un’aiuola, un piccolo giardino, un marciapiede, sono spesso i luoghi in cui germoglia quello che comunemente chiamiamo “verde”. Il verde, sia chiaro, in un contesto urbano è una sintesi di tutto quello che, nel sentire dei cittadini, è natura, dai prati agli alberi ai fiori al cinguettio dei passeri.
Mi interessa la natura quando è costretta, dall’uomo e dalle sue esigenze sociali, a essere decoro o riempitivo o addirittura surrogato o feticcio.
Da queste premesse e da quest’attrazione, nasce l’idea, della performance-istallazione CONTRONATURA
La realizzazione del lavoro sarà eseguita dal sottoscritto davanti a un pubblico.
L’azione inizia con la saturazione di uno spazio, possibilmente circoscritto; potrebbe essere una porzione di prato o una stanza, con piante in vaso, di varie dimensioni; la quantità  dovrebbe essere consistente, di modo che, davanti allo spettatore, si venga a creare una sorta di “folla vegetale”, la quale, attraverso l’utilizzo di trespoli o sedie si disponesu più livelli.
Terminata la fase della creazione di un paesaggio, davanti al pubblico, si compie l’atto di verniciatura delle piante.
Un colore. Io amo il verde acido, tendente al giallo, ma si potrebbe usare un qualsiasi colore, deciso e dalla tinta coprente, anche il nero.
Il colore usato è uno smalto sintetico lucido.
La verniciatura,  avviene attraverso l’utilizzo di un compressore e di una lancia, il compressore “spara lo smalto” a forte pressione, otto atmosfere, verso le piante, ricoprendole in maniera totale di colore pesante e vischioso.
Il risultato è la trasformazione, di un banale gruppo di piante, in una selva vegetale e monocroma, di dirompente suggestione visiva.
Se, l’azione avviene al chiuso, occorre dotare gli spettatori di mascherina bianca antiodore.
L’opera, una volta terminata, viene mantenuta e monitorata.
Col tempo, (… giorni, mesi?) alcune piante, sotto l’azione degli smalti, muoiono, ma la maggioranza, invece, continua incredibilmente a vivere, fiorendo e germogliando, lasciando come residuo, le parti verniciate, quasi fossero “pelle morta”. 
(Giacomo Cossio)

Luglio 2020, Contronatura _ Santarcangelofestival2050 a cura di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò. Video di Vittorio Antonacci
Maggio 2019, Contronatura _ OvestLab Modena Festival Periferico. Video di Vittorio Antonacci

Giacomo Cossio nasce a Parma nel 1974 e si laurea in Architettura all’Università di Ferrara.
Dal 1993 il lavoro è ispirato alla volontà di ristrutturare la realtà oggettiva attraverso stratificazioni, sovrapposizioni, assemblaggi di materiali diversi. Fotografie, fotocopie, schiume, fiori sintetici sono gli elementi che compongono i collage oggettuali che spaziano dai ‘paesaggi artificiali’, rivisitazioni del tema della natura morta, alla ricostruzione di macchine, ruspe, scavatrici, scomposte e ricomposte.
Questo lavoro viene spinto anche alla destrutturazione e ristrutturazione della figura umana, del paesaggio, di oggetti di uso quotidiano, riprendendo un tema caro alla Pop Art. Il lavoro si spinge dunque verso una soluzione scultorea e architettonica, mediante un uso tridimensionale dello spazio che lo porta a realizzare opere aggettanti e sporgenti.
Numerosissime le mostre personali e collettive, anche in spazi pubblici. Da anni tiene conferenze e seminari di Arte ed Architettura su invito di Istituzioni pubbliche e private. Per Ferrara Off ha ideato e curato il percorso di lezioni d’arte Spiegare l’Arte Contemporanea.

(foto Giacomo Brini, Daniele Mantovani)

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