Solo quando lavoro sono felice

selezione 1° Chiamata Offline

di e con Lorenzo Maragoni e Niccolò Fettarappa
coproduzione Chiamata Offline del Teatro Ferrara Off e Arkadiis

Che ruolo ha il lavoro nelle nostre vite? È una parte della vita? O è la nostra vita stessa? Quanto ci definisce il lavoro? Chi siamo fuori dal lavoro? Cosa si nasconde nel back office? Quanto riesci a resistere in una conversazione prima di chiedere all’altra persona “E tu nella vita che fai?”

Per le nuove generazioni, i confini tra lavoro e vita sono sfumati. Dopo il precariato, la nuova frontiera tossica del lavoro corrisponde a uno stato continuo di autosfruttamento, difficile da riconoscere e da interrompere. Il capo di Lorenzo Maragoni si chiama Lorenzo Maragoni. Lorenzo Maragoni pretende da Lorenzo Maragoni reperibilità assoluta: deve rispondere alle mail di lavoro anche di venerdì sera, nel mezzo di una conversazione avvenuta per caso in un bar. Lorenzo ama se stesso, ma solo come collega. Si frequenta durante il lavoro, durante pranzi o pause di lavoro, durante aperitivi di lavoro. A volte si sta simpatico, a volte meno, proprio come un collega. Il capo di Niccolò Fettarappa si chiama Niccolò Fettarappa. Niccolò Fettarappa lascia che Niccolò Fettarappa si svegli alle undici e mezza, ma poi lo rimprovera perché lo ha lasciato dormire fino alle undici e mezza. Niccolò da una parte sogna una carriera da star, sogna di sfondare, la sera si addormenta dicendo “Ma io come sfondo, se resto a letto? Posso cominciare sfondando il letto, così almeno mi levo la soddisfazione di sfondare qualcosa?” Lorenzo Maragoni non andrebbe mai qualche giorno a Barcellona per visitarla, ma se ci fosse un’occasione di lavoro, ci andrebbe subito. Niccolò Fettarappa ha un rapporto conflittuale con il lavoro, di amore e odio. Lui ama il lavoro, ma il lavoro lo odia. In scena, Niccolò e Lorenzo parlano dei loro rispettivi capi: Niccolò e Lorenzo. Ma in scena ci sono anche i rispettivi capi di Niccolò e Lorenzo: Niccolò e Lorenzo, che parlano di Niccolò e Lorenzo. In scena, anche un trampolino di lancio, che mette alla prova le ambizioni di Lorenzo e Niccolò, e degli spettatori che desidereranno lanciarsi, sfidando sé stessi. Una conversazione sul lavoro, sulla vocazione, sui soldi, sul capitalismo, sul tempo di vita e il tempo di lavoro, sui pranzi di lavoro con se stessi, sulla disperazione.