Love/Bash

selezione 2° Chiamata Offline

ideazione e coreografia Iacopo Loliva e Manuel Paolini
danzatori Iacopo Loliva e Manuel Paolini
musica di Jonathan Bonny
testo Marcus Peter Tesch
Chiamata Offline del Teatro Ferrara Off

Iacopo Loliva e Manuel Paolini tornano a BONSAI per presentare altri due capitoli di LOVE/BASH, duetto di teatro-danza incentrato su storie di aggressione contro persone LGBTQ+.
Dopo un capitolo dal titolo omonimo realizzato in residenza a Ferrara Off nel 2022, portano un primo capitolo dal titolo FEAR e il terzo capitolo PHILANTHROPIA (debutto nazionale). 

È una notte d'estate sul lungomare di Pescara (IT), due uomini, due amanti, si tengono per mano mentre tornano a casa. Un altro uomo appare dalla direzione opposta e disturbato da quella "oscena dimostrazione di affetto", li attacca. Riesce ad afferrare uno dei due amanti e a picchiarlo.

Eravamo feriti e arrabbiati mentre parlavamo di questo evento, pochi giorni dopo. Non riuscivamo a capire come un atto di affetto possa scatenare tanta violenza. Ci è venuta un'idea: e se potessimo riscrivere la storia? E se potessimo usare la danza per reinventare l'attacco come una storia d'amore invece che come un crimine d'odio? 

Ecco come è nato Love/Bash, uno spettacolo diviso in 3 Capitoli, ognuno dei quali affronta una sfumatura leggermente diversa.

Capitolo 1: Fear

Capitolo 2: Love/Bash 

Capitolo 3: Philanthropia 

Il primo capitolo si incentra sulla paura, vista sia come causa che come effetto della relazione omofobia-omosessualità. Attraverso l’uso del testo, il pubblico viene reso partecipe in una serie di situazione in cui si può rispecchiare, facilitando così l'immedesimarsi nell’aggressione omofoba.  

Il secondo capitolo (creato a Ferrara OFF la scorsa stagione e rivisitato durante lo sviluppo del progetto) affronta la relazione violenza-intimità. Varie sfumature di questa connessione sono affrontate in questa sezione, enfatizzando come nella società contemporanea sia più facile esprimere sentimenti violenti e come non ci sia stato insegnato a usare gli strumenti necessari per esprimere vulnerabilità e intimità.

Una lotta l'uno con l'altro, con i limiti imposti dalla propria mascolinità, in un costante desiderio di connessione, ecco come si presenta questo capitolo. 

La terza sezione - che debutta per la prima volta in Italia al Festival Bonsai -mostra un lato più improntato sul sesso e l’ossessione di una critica fondata su genitale, procreazione e futuro della specie. In maniera ironica si mostra la fragile realtà alla base dell’omofobia, che a volte coinvolge una non accettazione latente. 

Il tutto si conclude con un tentativo di duetto d'amore. È goffo, a volte ironico, ma sempre sincero e alla ricerca di una vera connessione tra i due danzatori in scena.