In scena il cambio di prospettiva copernicano

25 Novembre 2023

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“Copernico e il Cambio di Prospettiva” è il laboratorio teatrale tenuto da Giulio Costa, regista di Ferrara Off, che il 24/11 a Palazzo Turchi di Bagno ha portato in scena studentesse e studenti dell’ateneo estense, in collaborazione con il Centro Teatro Universitario di Ferrara, che lo ha promosso e finanziato.

Nella Giornata Mondiale Contro la Volenza sulle Donne, ci teniamo a riportare uno dei testi scritti e messi in scena in questa occasione.
Grazie a Anastasia Cazzola, Claudia Cincotti, Domenico Di Sarno, Valentina Figna, Michela Grotto, Alessia Mancino, Veronica Trivillin per averci coinvolto nella vostra rivoluzione ❤️🌹

IPAZIA di Claudia Cincotti
libero adattamento da “Il catalogo delle donne valorose” di Serena Dandini

Un filosofo? Ma perché dobbiamo parlare sempre di filosofi?
Va bene che siamo qui per celebrare Copernico, ma perché non possiamo parlare anche di filosofe?
Ad esempio, Ipazia, vissuta ad Alessandria d’Egitto nel IV sec. d. C.!
Sapete cosa aveva scoperto?
Nuove teorie sul movimento dei pianeti, anticipando la prima legge di Keplero sulle orbite ellittiche; un sistema per localizzare e addirittura predire la posizione delle stelle, attraverso un nuovo modello di astrolabio.
Inoltre aveva capito che c’era qualcosa che non andava nella teoria geocentrica proposta da Tolomeo, precorrendo gli studi che porteranno, secoli dopo, alla rivoluzione copernicana.
Sentite qua cosa ha scritto di lei lo storico Socrate Scolastico suo conterraneo:
“Per la magnifica libertà di parola e di azione che le veniva dalla sua cultura, ella accedeva in modo assennato anche al cospetto dei capi della città e non era motivo di vergogna per lei stare in mezzo agli uomini, grazie alla sua straordinaria saggezza.”
E poi ancora:
“Grazie a lei la Scuola Alessandrina, della quale fu a capo succedendo a suo padre Teone, godette di piena libertà di pensiero, elemento essenziale per il fiorire di una cultura e fece compiere importanti passi avanti in numerosi campi: la geometria piana e solida, la trigonometria, l’algebra il calcolo infinitesimale e l’astronomia”
E sapete com’è finita Ipazia?
Avendo rifiutato di convertirsi al cristianesimo, fu accusata di stregoneria, per aver sedotto il popolo con inganni satanici, e condannata a morte. Mentre faceva ritorno a casa la tirarono giù dal suo carro, la trascinarono fino alla chiesa di S. Cesario, le strapparono le vesti, la trascinarono per le strade della città finchè lei morì. Poi giunti in un luogo chiamato Cinaron la fecero a pezzi usando cocci aguzzi e li bruciarono.
Ma non è finita qui.
Su di lei si accanì la damnatio memoriae e dobbiamo aspettare il XVIII scolo per veder recuperata la sua figura dai filosofi Illuministi. In seguito, è stata menzionata da Margherita Hack, che ha sottolineato come la tragica fine di Ipazia possa essere considerata il simbolo di quanto sia potente l’odio dell’ignoranza nei confronti della ragione. Oggi quindi dobbiamo essere fieri che Ipazia sia il nome del programma internazionale dell’UNESCO, varato per favorire le donne, che da sempre devono combattere per affermarsi in particolare nel mondo delle scienze.