Piazza Savonarola, Ferrara
settembre-novembre 2017

SETTE SATIRE

di Ludovico Ariosto
letture a cura di Ferrara Off
in collaborazione con Occhio ai media
nell'ambito del progetto Movida On

 

Nelle serate della movida ferrarese, Ferrara Off propone alcuni momenti culturali incentrati sulle sette Satire di Ludovico Ariosto. Ciascuna satira sarà preceduta da una breve introduzione all’ascolto, a cura di Monica Pavani, e seguita da un intervento dei ragazzi di Occhio ai media relativamente al loro punto di vista su alcune parole-concetti chiave presenti in ciascuna satira (per esempio: il rapporto tra cultura e potere, l'anticonformismo, il ruolo dell’intellettuale, il cambiamento della società, il matrimonio, la forza della poesia, le ambizioni umane), che verranno dunque attualizzati da un punto di vista multiculturale.

Ludovico Ariosto scrive la prima Satira nel 1517, un anno dopo avere stampato la prima edizione dell’Orlando Furioso (1516). E dal 1517 al 1524 continuerà a scrivere le Satire, mentre la seconda edizione del Furioso sarà del 1521 e la terza e ultima del 1532, completamente rielaborata. Perché tanta ossessione con le date? Perché il rapporto tra il Furioso e le Satire è un palleggio continuo, una botta e risposta sul discorso attorno al potere, nemmeno tanto trasfigurato, che fa un uso sapiente l’ironia non solo per divertire i lettori ma anche, e soprattutto, per veicolare un messaggio rivoluzionario, anarchico – per i tempi ma ancora di più per il nostro presente – facendolo diventare accettabile, e passare al vaglio della censura di quella stessa casata degli Este che all’Ariosto garantiva la sopravvivenza economica. E nel frattempo il poeta conforma il Furioso ai dettami linguistici di Pietro Bembo, cui dedica la Satira VI, per entrare comunque a far parte del canone italiano e mondiale della letteratura.
Il potere del sorriso, che seduce anche il Potere con la ‘P’ maiuscola, o meglio, consente di veicolare in forma gradevole e ben architettata una critica che mina il sistema alle radici, che arriva a sostenere con un urlo – scritto nella più splendida delle elocuzioni – la profonda missione della poesia e della letteratura. Quando in realtà di queste ultime, al Potere, non importa se non in qualità di manifesti pubblicitari, da affiancare alle icone dei politici i quali – senza gli artisti – non potrebbero che governare senza immaginazione, senza lustro alcuno.
Chiudiamo gli occhi un istante, e accostiamo lo scenario ariostesco al nostro, il passaggio è impercettibile, e la natura dei rapporti pressoché invariata. L’Ariosto, a ben vedere, rivendicando – come fa nella Satira VII – il suo diritto a “passeggiar fra il Domo / e le due statue de’ Marchesi miei” per essere vicino alla sua amata Alessandra, anziché viaggiare come un forsennato a Roma o, ancor peggio, in Ungheria al servizio del cardinal Ippolito, ci sta mettendo in guardia contro la globalizzazione e quella smania di successo e riconoscimento che – di fronte alle ragioni dell’amore e del più profondo sentire – un nulla sono.

Calendario
27 settembre - Satira I
4 ottobre - Satira II
11 ottobre - Satira III
18 ottobre - Satira IV
25 ottobre - Satira V
8 novembre - Satira VI
15 novembre - Satira VII

Per informazioni
www.movidaon.it