Guerrilla con razzi antigrandine

Guerrilla reading ad Autori a corte, mercoledì 20 luglio, Giulio Costa legge l'incipit de IL FABBRICONE di Giovanni Testori, nell'ambito della Biblioteca itinerante di letteratura (video di Corradino Janigro)

"Avanti! Tirate!" gridò, senza sapere a chi, la Redenta. "Tirate su razzi, bombe, madonne e anticristi! Su, su, che poi ci chiuderanno tutti in manicomio! Ecco a cosa porta il vostro progresso! Spaccate, spaccate su tutto che poi almeno non ci si pensa più. Deve piovere? Niente. L'interesse è che non piova. Le stagioni? L'estate, la primavera, l'autunno? E chi le vede? A rovescio! A rovescio anche quelle! Come la gente, come la vita, come tutto!"
Fuori, intanto, le poche gocce cui i razzi antigrandine avevano permesso di cadere venivano giù grosse, lente e sfiatate. Per esse che si schiacciavano parte sul davanzale, parte sui vetri, più che pietà, la Redenta provava una specie di rabbioso rancore. Insomma, adesso, nemmeno il cielo, nemmeno quello, era più in grado di ribellarsi! Ma allora meglio il diluvio, meglio la fine del mondo! Perché vista la strada su cui s'era messa, dove poteva finire l'umanità se non in una casa di cura?
(estratto de Il Fabbricone di Giovanni Testori, pubblicato da Feltrinelli, grazie a Giorgio Bassani, nella collana Biblioteca di letteratura)